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Le colline della speranza

Spello mi è venuta incontro come un dono di Dio con le sue pietre rosa tagliate dal Subasio di
Francesco e con la sua architettura armoniosa.
Spello ha tutta la dolcezza del paesaggio umbro, ben conosciuto ed amato.
Ed eccomi  a vivere qui su queste colline che chiamiamo le colline della speranza.

Carlo Carretto

Spello - Veduta del centro storico

Spello – Centro storico

Spello - Colline della speranza

Spello – Colline

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4 ottobre

Il 4 di ottobre si festeggia san Francesco d’Assisi patrono d’Italia.

Percorrendo le strade di Spello è frequente imbattersi in immagini che ricordano il Santo e le sue azioni.

Edicola della Madonnina della Speranza - Particolare

Edicola della Madonnina della Speranza – Particolare

Via Borgo della Maestà - San Francesco e gli uccelli

Via Borgo della Maestà – San Francesco e gli uccelli

Via Borgo della Maestà - San Francesco e il lupo

Via Borgo della Maestà – San Francesco e il lupo

Il 4 ottobre si ricorda anche Carlo Carretto e quest’anno si celebra il venticinquesimo anniversario della sua morte.  Carretto aveva un rapporto particolare con san Francesco e con Spello. Pochi anni prima di morire scrisse un libro su san Francesco, il testo appassionato ed appassionante era accompagnato da coinvolgenti immagini di Norberto.

Copertina de libro Io, Francesco

Copertina del libro Io, Francesco

Della collaborazione con Norberto, Carretto scrive: Come due fratelli, che si capiscono e si amano, abbiamo fissato assieme lo sguardo sul volto di Francesco cercando con la penna ed il pennello di raccontare ciò che il grande santo umbro diceva al nostro cuore.

Carlo Carretto, piemontese, scelse di vivere a Spello per fondare una fraternità. A cominciare dagli anni settanta e per tutti gli anni ottanta, migliaia di giovani provenienti da tutta l’Italia, e non solo, furono accolti in vecchi casolari ed eremi sparsi sulle colline intorno a Spello, che Carlo definiva le  colline della Speranza. Giovanna Negrotto Cambiaso, in quegli anni partecipe dell’avventura di Carretto, scrive: … la dolce cittadina antica  e raccolta di Spello, aveva cominciato, in quegli anni settanta, a dilatarsi a spazi universali …

Molti giovani di allora legano il ricordo di Spello al tempo trascorso negli eremi sulle colline e alla conoscenza di Carlo Carretto.

Lui, gli ultimi anni, già molto malato, e stanco da non poterne più, continuava a ricevere, a regalare ascolto, tenerezza e dediche che erano spesso “profezie” di una vita … ma prima, li guardava negli occhi, li cercava: “fammi vedere gli occhi”. La persona sorrideva, e la dedica nasceva così, da quell’incontro di occhi. I suoi erano come un lago: erano occhi donati, per questo regalavano la Pace.                                                                                                                   Giovanna Negrotto Cambiaso

Cimitero di San Girolamo - Tomba di Carlo Carretto

Cimitero di San Girolamo – Tomba di Carlo Carretto